«Inadeguati? Si sbagliano Abituati al terrorismo, non temiamo i quartieri»
L’ordine pervenuto ai militari dal comando della «Santa Barbara» è perentorio: non far parola con alcuno della missione che inizierà oggi. Tanto meno con i giornalisti. Ma in uno dei bar della zona frequentato dai soldati, finalmente c’è chi vuole togliersi un sassolino dalla scarpa sotto garanzia dell’anonimato.«Sono convinto del contributo positivo che daremo nei pattugliamenti in città – esordisce un militare – perché una uniforme dell’esercito è comunque garanzia di legalità e di presenza dello Stato. Chi è onesto non ha nulla da temere. Secondariamente trovo che dovrebbe divenire un compito istituzionale per tutti quei militari che non hanno impegni nelle missioni estere. Terzo punto: io e altri miei colleghi siamo molto contrariati per quanto detto ai giornali da un certo sindacato di polizia (il Siulp, ndr), secondo il quale non saremmo adeguatamente armati né preparati per questo compito».Ma voi non siete poliziotti…«No, ma abbiamo in dotazione le loro stesse armi, siamo addestrati per far fronte a situazioni estreme e – lo dice indicando il commilitone accanto, che è un mezzo armadio con tanti nastrini sull’uniforme da far invidia a un generale, ndr – molti di noi hanno alle spalle numerose missioni estere. Si figuri se ci perdiamo d’animo di fronte ad un quartiere malfamato da monitorare».Sarete comunque sempre in pattuglie miste con le forze dell’ordine, e per quanto riguarda gli obiettivi sensibili?«Niente di più di una normale operazione ‘Domino’, già svolta dall’esercito per antiterrorismo».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280885
Piazza opposizione
Ci giungono congratulazioni insincere: sarete contenti, dicono, adesso anche Veltroni vuole portare l’opposizione in piazza. Come dire: i soliti girotondini. Senza dubbio dopo la sconfitta del 13 aprile e il ritorno di Berlusconi, come prima e peggio di prima, l’Unità non ha smesso di chiedere al Pd di tornare a parlare alla sua gente, per rincuorarla e farla sentire meno sola. Lo ha scritto tante volte Furio Colombo. Lo ha chiesto, proprio ieri, Paolo Flores d’Arcais con una lettera aperta a Walter Veltroni dal titolo (guarda caso): «Torniamo in piazza». Lo ha sostenuto pochi giorni fa il direttore di questo giornale proponendo al leader del Pd una grande offensiva nazionale sul lavoro negato, sullo scandalo dei salari più bassi d’Europa, sulla vergogna senza fine delle morti bianche. Ma già sentiamo la solita parodia preventiva ridurre tutto alle ubbie di qualche dissociato, incurante dell’invocazione «Silvio, Silvio» che inarrestabile si alza dal Paese. Torneremo sull’argomento tra un attimo. Prima però una fotografia su questa assemblea nazionale del Pd preceduta da una vigilia movimentata. Si temevano tante cose. La guerra delle correnti. L’isolamento di Veltroni. E c’è chi ipotizzava che la resa dei conti interna avviasse un triste ritorno al passato, con gli ex diesse da una parte e gli ex margheriti dall’altra. Sullo sfondo, il disincanto della base e la fuga di massa nell’astensionismo (vedi elezioni siciliane).
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76480
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