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Casini e Gasbarra si scoprono alleati «È impensabile non realizzarlo»

Con la sorte del parcheggio del Pincio praticamente già scritta, non accenna ad assottigliarsi il fronte di quanti chiedono di portare a compimento il progetto. Uno schieramento compatto in casa Udc: in una nota congiunta, il leader Pier Ferdinando Casini, il segretario Lorenzo Cesa, il presidente Rocco Buttiglione e quattro deputati affermano che «il parcheggio si può e si deve fare perché Roma va modernizzata attraverso la costruzione di infrastrutture in grado di alleggerire il peso del traffico e migliorare la viabilità all’interno del centro storico».Dello stesso segno le dichiarazioni rese da Enrico Gasbarra, deputato del Pd. Commentando la posizione assunta da Gianni Alemanno, l’ex presidente della Provincia ha parlato di «una giornata nera e amara per Roma se l’annuncio del sindaco dovesse realmente essere la bussola del governo della capitale. Mi auguro che il primo cittadino adotti le politiche del fare e non del negare. Una città complessa ha bisogno di infrastrutture adeguate e moderne, che aumentino la qualità della vita anche attraverso la realizzazione di opere importanti com’è il parcheggio del Pincio».Intermedia ma più vicina al sì la posizione espressa dal sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro: sul piano politico concorda con il no del sindaco, ma allo stesso tempo fa capire che ormai è troppo tardi per affrontare in questi termini il tema, assai spinoso e delicato: il progetto è esecutivo e un dietro front delle sovrintendenze, caldeggiato dall’inquilino del Campidoglio, potrebbe rappresentare un precedente «inedito», capace di mettere a rischio anche altri progetti.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288756

Settembre 7, 2008 Pubblicato da zoo10 | street news | , , , , , , , | Ancora nessun commento.

«Inadeguati? Si sbagliano Abituati al terrorismo, non temiamo i quartieri»

L’ordine pervenuto ai militari dal comando della «Santa Barbara» è perentorio: non far parola con alcuno della missione che inizierà oggi. Tanto meno con i giornalisti. Ma in uno dei bar della zona frequentato dai soldati, finalmente c’è chi vuole togliersi un sassolino dalla scarpa sotto garanzia dell’anonimato.«Sono convinto del contributo positivo che daremo nei pattugliamenti in città – esordisce un militare – perché una uniforme dell’esercito è comunque garanzia di legalità e di presenza dello Stato. Chi è onesto non ha nulla da temere. Secondariamente trovo che dovrebbe divenire un compito istituzionale per tutti quei militari che non hanno impegni nelle missioni estere. Terzo punto: io e altri miei colleghi siamo molto contrariati per quanto detto ai giornali da un certo sindacato di polizia (il Siulp, ndr), secondo il quale non saremmo adeguatamente armati né preparati per questo compito».Ma voi non siete poliziotti…«No, ma abbiamo in dotazione le loro stesse armi, siamo addestrati per far fronte a situazioni estreme e – lo dice indicando il commilitone accanto, che è un mezzo armadio con tanti nastrini sull’uniforme da far invidia a un generale, ndr – molti di noi hanno alle spalle numerose missioni estere. Si figuri se ci perdiamo d’animo di fronte ad un quartiere malfamato da monitorare».Sarete comunque sempre in pattuglie miste con le forze dell’ordine, e per quanto riguarda gli obiettivi sensibili?«Niente di più di una normale operazione ‘Domino’, già svolta dall’esercito per antiterrorismo».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280885

Agosto 4, 2008 Pubblicato da zoo10 | street news | , , , , , , , , | Ancora nessun commento.

Piazza opposizione

Ci giungono congratulazioni insincere: sarete contenti, dicono, adesso anche Veltroni vuole portare l’opposizione in piazza. Come dire: i soliti girotondini. Senza dubbio dopo la sconfitta del 13 aprile e il ritorno di Berlusconi, come prima e peggio di prima, l’Unità non ha smesso di chiedere al Pd di tornare a parlare alla sua gente, per rincuorarla e farla sentire meno sola. Lo ha scritto tante volte Furio Colombo. Lo ha chiesto, proprio ieri, Paolo Flores d’Arcais con una lettera aperta a Walter Veltroni dal titolo (guarda caso): «Torniamo in piazza». Lo ha sostenuto pochi giorni fa il direttore di questo giornale proponendo al leader del Pd una grande offensiva nazionale sul lavoro negato, sullo scandalo dei salari più bassi d’Europa, sulla vergogna senza fine delle morti bianche. Ma già sentiamo la solita parodia preventiva ridurre tutto alle ubbie di qualche dissociato, incurante dell’invocazione «Silvio, Silvio» che inarrestabile si alza dal Paese. Torneremo sull’argomento tra un attimo. Prima però una fotografia su questa assemblea nazionale del Pd preceduta da una vigilia movimentata. Si temevano tante cose. La guerra delle correnti. L’isolamento di Veltroni. E c’è chi ipotizzava che la resa dei conti interna avviasse un triste ritorno al passato, con gli ex diesse da una parte e gli ex margheriti dall’altra. Sullo sfondo, il disincanto della base e la fuga di massa nell’astensionismo (vedi elezioni siciliane).

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76480

Giugno 27, 2008 Pubblicato da zoo10 | street news | , | Ancora nessun commento.