Spogliatoi fatiscenti e pavimenti scrostati
Mastodontico. Superato. L’impianto di piazzale Lotto è enorme e accusa i segni del tempo: i vecchi spogliatoi somigliano all’ingresso detenuti di Alcatraz. Senza scherzi: anche il colore li ricorda. Gli armadietti, come accade anche alla Scarioni, sono lontani. Così ti cambi e poi ti trascini le cose fino quasi a bordo vasca. La vasca, così grande, con scivoli di varie fogge, regala un certo senso di refrigerio, fosse anche solo ottico, ma i bordi per sdraiarsi sono, in molti punti, poco più larghi di 2 metri. Il cemento sia fuori che dentro l’acqua è molto scrostato. Gli spazi da valorizzare sarebbero molti, il personale, soprattutto i ragazzi di colore, è simpatico, ma non basta a scacciare un vago senso di tristezza.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=283085
«Venerdì al Vigorelli, se non ci lasciano entrare pregheremo nel piazzale»
I volantini affissi all’ingresso del centro islamico spiegano in italiano che quello di ieri è stato l’ultimo venerdì di preghiera nella moschea-garage di viale Jenner, e danno indicazioni per raggiungere il Vigorelli, la sede scelta provvisoriamente dal 18. L’avverbio è scritto in grassetto sottolineato. Come dire che le istituzioni si sono impegnate a trovare una sistemazione definitiva. Sì, perché i musulmani di Milano chiedono una loro moschea. Non palestre, saloni, fabbriche. E non vogliono andare fuori città: «Non chiediamo una grande moschea – dice il presidente del centro islamico, Abdel Hamid Shaari – ma un nostro luogo di culto a Milano. Rho-Pero non lo accettiamo. Anche periferia, ma dev’essere in questo Comune. E non vogliamo una lira, ci finanzierebbero i paesi arabi».Alle 13 e 30 duemila persone stendono le loro stuoie per pregare. Lo spazio non basta. Egiziani, marocchini, algerini. Altri duemila invadono il cortile, il marciapiede, s’inginocchiano nelle aree spartitraffico. All’inizio della funzione l’imam spiega i motivi del trasferimento. Molti non sanno come sarà al velodromo, qualcuno ignora perfino dove sia, ma sanno che sarà senz’altro una soluzione «più dignitosa per noi». Ora i musulmani di Milano vogliono andare al velodromo: «Da anni denunciamo alle autorità questa situazione drammatica – ricorda Shaari – oggi non abbiamo canali aperti con il Comune o la Provincia.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275571
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