«Un virus che può colpire chiunque»
Professor Fabrizio Pregliasco, lei come virologo, non è sorpreso che la meningite si risvegli d’estate e colpisca soggetti adulti?«In effetti la meningite si scatena in primavera e autunno, in occasione dei cambiamenti climatici. Ma questa condizione non è così stringente».Cioè può diffondersi in ogni momento, estate compresa?«Purtroppo sì. Quindi bisogna stare attenti alle febbri alte. L’influenza in questo periodo non c’è, quindi se all’alta temperatura si aggiunge il mal di testa, la rigidità nucale, l’intontimento diffuso, non c’è tempo da perdere».Le due persone decedute sono adulte, come lo spiega?«La meningite colpisce di solito bambini e adolescenti ma questo non significa che gli adulti siano esclusi. Ci si può ammalare anche a 50 anni».Dunque la meningite colpisce a caso?«Purtroppo sì. La malattia è legata al momento di risalita del numero dei portatori sani. Ma il trend annuale è stabile, si aggira intorno ai 300-400 casi».Nei Paesi delle persone decedute si scatenerà la psicosi.«La profilassi va fatta alla gente che ha avuto contatto stretto con i malati, parenti, amici, colleghi. Per gli altri c’è solo il suggerimento di farsi vedere se, nell’arco di una settimana, si evidenziano sintomi sospetti».Vaccinazioni?«Questi episodi fanno riflettere sulla necessità di incrementare la vaccinazione a livello nazionale.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276385
Fallito anche l’ultimo disperato tentativo, lo Spezia muore dopo centodue anni
I tifosi, che l’altra sera hanno invaso per protesta l’aula del consiglio comunale dove si sarebbe dovuto parlare di chiusura di asili, di politiche giovanili, di Pacs e Dico, di aree pedonali e di posteggi, non hanno ottenuto il miracolo. L’ultima speranza è sfumata in prossimità del traguardo e ora per lo Spezia resta solo la strada dei libri contabili in tribunale. (…)
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276521
Bankitalia multa consiglio e sindaci
Non solo un esplicito invito a cambiare lo statuto: per Bpm l’esito dell’ispezione di Bankitalia si è tradotta in una sanzione amministrativa per cda e collegio sindacale. Secondo Radiocor la Vigilanza avrebbe deciso sulla base di 12 dei 20 rilievi sollevati nell’ispezione, a partire dagli appunti su temi come la mancata tempestività nelle comunicazioni, il merito del controllo creditizio e la gestione delle risorse umane che secondo l’Authority dovrebbe essere meno influenzata dall’Associazione dei dipendenti-soci. Intanto il 24 luglio si riunirà il cda per nominare il nuovo direttore generale, dopo le dimissioni di Fabrizio Viola, che saranno effettive da fine mese.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276415
Veltroni: l’opposizione torni nelle piazze
Tutti a parlare della svolta di Walter Veltroni. L’argomento appassiona soprattutto il centrodestra. Dopo l’intervista di domenica a Repubblica in cui segnalava la fine del dialogo con Berlusconi, il leader del Pd chiarisce lunedì con una lettera al direttore de l’Unità Antonio Padellaro cosa intende per rilanciare la mobilitazione e la discussione da settembre, tornando nelle piazze d’Italia «senza fare sconti al governo». Su l’Unità in edicola Veltroni accusa «le iniziative di governo e presidente del Consiglio» di aver dimenticato l’interesse generale, «dando di nuovo priorità a vicende legate ad interessi particolari e personali e assestando un colpo mortale a quel bisogno di confronto alto tra diversi schieramenti sulle riforme e la modernizzazione delle istituzioni e della politica». Nel frattempo nel centrodestra la certificazione della fine del dialogo viene valutata con disappunto e finta sorpresa. Si dice che Veltroni si è fatto ostaggio di Di Pietro, che l’antiberlusconismo è una specie di malattia endemica del centrosinistra. Insomma, nessuna risposta nel merito. Solo Umberto Bossi nella sua nuova veste di ministro delle Riforme manifesta su La Stampa un minimo di preoccupazione per il clima avvelenato che , dice, « non serve a nessuno, nemmeno a Veltroni» e si accoda al «giusto richiamo» fatto dal presidente Napolitano a ristabilire una dialettica più serena tra le forze politiche.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76723
Epifani contro Tremonti: «Coi suoi dati 1500 euro in meno sui salari»
«Con il tasso di inflazione programmata all’1,7%, stante l’inflazione reale, un salario di 25mila euro perderebbe mille euro nel biennio». La stima è del leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che ha parlato a margine della manifestazione nazionale della Cisl in corso a Levico. Per capire questa affermazione bisogna ricordare la nuova genialata inventata dal ministro Giulio Tremonti, che nel testo del Documento di programmazione economica e finanziaria (Dfef) ha inserito un dato palesemente irreale: inflazione programmata al 1,7% per l’anno in corso e addirittura all’1,5% negli anni seguenti. Perché un così abnorme taglio rispetto al dato reale che ora viaggia oltre il 3,6%? La risposta è semplice: su quella cifra si basano gli aumenti salariali nei contratti di lavoro.
Epifani quindi ha spiegato il raggiro di Tremonti elencandone gli effetti. Il leader della Cgil ha sottolineato che «se al terzo anno dovesse continuare così si raggiungerebbe una cifra vicina a 1500 euro». Secondo Epifani, «con questo tasso d´inflazione programmata il governo fa la scelta di abbassare esplicitamente il potere d’acquisto di lavoratori e pensionati. Se a questo si unisce il fatto che non c’è restituzione fiscale ai lavoratori dipendenti il governo sceglie la strada di ridurre i salari e peggiorare le condizioni dei lavoratori».
Epifani concorda con il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, sul fatto che il tasso di inflazione programmata previsto nel documento di programmazione economica e finanziaria, «attenta» alla trattativa in corso tra Confindustria e sindacati sulla riforma del modello contrattuale.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76512
Striscia di Gaza, la tregua sembra reggere: 4 giorni senza spari
Da quattro giorni le armi tacciono a Gaza per una tregua fra Israele e Hamas mediate dall’Egitto. Adesso Israele dovrebbe tornare ad aprire gradualmente i valichi per Gaza. Uno sviluppo atteso con ansia nella Striscia da un milione e mezzo di palestinesi: ma che rappresenta un vero incubo per i familiari di Ghilad Shalit, il caporale rapito due anni fa da Hamas. Israele, sostiene la famiglia Shalit, avrebbe dovuto condizionare la riapertura dei valichi alla sua liberazione. Una volta che i dirigenti di Hamas siano riusciti a rimuovere l’isolamento di Gaza, la trattativa per la sua liberazione – temono – sarà ancora più ardua. Amos Gilad, alto funzionario della Difesa israeliana che ha condotto il negoziato che ha portato alla tregua nella Striscia di Gaza, avverte che senza questo accordo raggiunto con Hamas «non ci sono chance di liberare Gilad Shalit», il soldato israeliano rapito due anni fa da gruppi armati della Striscia. Il funzionario ha incontrato Noam Shalit, il padre del soldato che due giorni fa si è rivolto all’Alta corte israeliana chiedendo una sospensione della tregua. I genitori del giovane caporale temono infatti che in questa situazione di calma e con la riapertura dei valichi Gilad Shalit possa essere portato fuori dalla Striscia dai suoi rapitori, allontanando la possibilità di un suo rilascio. E l’Alta corte ha risposto ordinando al governo di non modificare lo status quo alla frontiera tra Gaza e Israele fino a mezzogiorno di lunedì.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76532
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