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Filippine, nuovo bilancio: sono 1500 le vittime del tifone Fengshen

Nonostante le speranze di ritrovare sopravvissuti diventino sempre più esili un centinaio di sommozzatori sono al lavoro attorno allo scafo del traghetto ‘Princess of the Stars’, rovesciatosi sabato scorso nella provincia filippina di Romblon mentre infuriava il tifone Fengshen. Finora, riferisce l’agenzia Misna citando la stampa locale, solo 56 delle 862 persone a bordo dell’imbarcazione (tra passeggeri e uomini d’equipaggio) sono sopravvissute in quello che ormai è considerato il più grave incidente della storia della marina civile delle Filippine.

Con le 124 vittime del traghetto di cui finora sono stati ritrovati i corpi (alcuni estratti dal battello che giace ancora rovesciato a largo della costa filippina, altri trasportati dalle correnti anche a decine di chilometri di distanza) il bilancio sale a oltre 1.500 tra morti e dispersi. In altre parti del Paese, il tifone ha provocato 498 morti e 263 dispersi. Ferite anche 166 persone, decine di migliaia sfollate, in totale circa 300mila persone coinvolte. Colpita dalle inondazioni seguite al passaggio di «Fengshen» soprattutto la provincia di Iloilo.

Intanto, anche la stampa locale ormai dedica gran parte della propria attenzione al caso del battello rovesciato, su cui è stata aperta un’inchiesta iniziata che vede coinvolti oltre ai responsabili della società proprietaria dell’imbarcazione (la Sulpicio) anche funzionari della Guardia Costiera, dei porti della zona e del servizio meteorologico nazionale.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76613

Giugno 26, 2008 Pubblicato da zoo10 | news online | , , , , , | Ancora nessun commento.

Berlusconi: pm sovversivi. L’Anm: intervenga il Colle

«Non permetterò che alcune procure sovvertano la democrazia». Silvio Berlusconi attacca a testa bassa quella «componente della magistratura che si è infiltrata» nell’amministrazione della giustizia «a fini politici», si professa «completamente estraneo» ai fatti che gli vengono contestati sul caso Mills. Il premier parla da Bruxelles, al termine del Consiglio europeo, ma i temi internazionali passano immediatamente in secondo piano di fronte alle domande dei giornalisti sulla giustizia. Berlusconi si scalda, ripete che gli emendamenti al decreto sicurezza «non sono norme salva-premier» e dice di essere «indignato» per questo: «Dirò ai miei legali che non voglio approfittare di questa norma perchè voglio allontanare qualunque sospetto. Questa è una norma salva-tutti». L’affondo contro le procure è durissimo: «Non permetterò che accada come nel ‘94 – dice – allora ho visto sovvertire il voto popolare e non permetterò che succeda di nuovo». «In alcun modo – continua Berlusconi – non permetterò che il voto popolare e la volontà degli italiani siano sovvertiti da chi, infiltrandosi nella magistratura, la usa per sovvertire la democrazia». Poi Berlusconi passa ad attaccare l’altro suo bersaglio preferito, la giustizia italiana, arrivando a chiamare i giudici inflitrati che vogliono sovvertire il voto. «Annuncio una conferenza la prossima settimana per denunciare la situazione della magistratura italiana – ha detto il presidente del Consiglio – e tutta la mia indignazione e la volontà di non vedere la volontà popolare essere sovvertita da chi infiltrandosi nella magistratura la usa per sovvertire la democrazia».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76475

Giugno 26, 2008 Pubblicato da zoo10 | info news | , , , , | Ancora nessun commento.

Titolo :

C’è l’accordo sulla vertenza dell’autotrasporto. Ed è stato, così, scongiurato lo stop dei tir per cinque giorni, a partire dal 30 giugno, che avrebbe potuto avere un peso insostenibile per il Paese. Il governo si è impegnato per 200 milioni di nuove risorse e ad accelerare i provvedimenti per rendere spendibili quelle già previste per il settore: in totale si potrebbe arrivare a circa 600 milioni.

Un accordo difficile, ha detto il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, «ma alla fine riteniamo sia stato raggiunto un risultato soddisfacente per la categoria, che vive un momento di grave difficoltà dovuto soprattutto all’incontrollato aumento del greggio». Il protocollo d’intesa, che prevede contenuti normativi ed economici, riguarda «la tutela della sicurezza stradale e la regolarità del mercato dell’autotrasporto di cose per conto di terzi». Gli aspetti normativi riguardano disposizioni straordinarie per l’adeguamento automatico del prezzo del gasolio e per il pagamento fissato tassativamente a 30 giorni delle fatture. Sarà l’Osservatorio sul settore a indicare l’incidenza dell’aumento del carburante. Gli effetti del provvedimento saranno sottoposti a verifica dopo un anno dalla sua entrata in vigore. Previste per i committenti inadempienti sanzioni come l’esclusione per un anno dai benefici fiscali, previdenziali e finanziari e l’esclusione per sei mesi dagli appalti pubblici.

Per la parte economica, c’è la conferma delle risorse già previste e alcune non ancora quantificate, già destinate all’autotrasporto come 116 milioni per gli investimenti, l’impegno a presentare un emendamento per consentire la spendibilità per un triennio delle risorse destinate al trasferimento del trasporto sulle cosiddette autostrade del mare (dovrebbero ammontare a 77 milioni all’anno); il rimborso di parte dei pedaggi relativi al 2006; l’emanazione nei tempi necessari di un provvedimento per riportare il livello di accisa a 403 euro per mille litri (recuperando gli incrementi dal giugno 2007, che consente quindi il rimborso di 7 euro ogni mille litri per un totale di 56 milioni); destinazione delle risorse necessarie per il ricambio dei veicoli circolanti con altri meno inquinanti (Euro 5) per gli anni 2007, 2008, 2009 (circa 70 milioni); reperimento delle risorse aggiuntive dal fondo previsto dalla manovra ora in Parlamento, per favorire una riduzione di costi di pedaggio.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76609

Giugno 26, 2008 Pubblicato da zoo10 | news usa | , , , , , , | Ancora nessun commento.

Striscia di Gaza, la tregua sembra reggere: 4 giorni senza spari

Da quattro giorni le armi tacciono a Gaza per una tregua fra Israele e Hamas mediate dall’Egitto. Adesso Israele dovrebbe tornare ad aprire gradualmente i valichi per Gaza. Uno sviluppo atteso con ansia nella Striscia da un milione e mezzo di palestinesi: ma che rappresenta un vero incubo per i familiari di Ghilad Shalit, il caporale rapito due anni fa da Hamas. Israele, sostiene la famiglia Shalit, avrebbe dovuto condizionare la riapertura dei valichi alla sua liberazione. Una volta che i dirigenti di Hamas siano riusciti a rimuovere l’isolamento di Gaza, la trattativa per la sua liberazione – temono – sarà ancora più ardua. Amos Gilad, alto funzionario della Difesa israeliana che ha condotto il negoziato che ha portato alla tregua nella Striscia di Gaza, avverte che senza questo accordo raggiunto con Hamas «non ci sono chance di liberare Gilad Shalit», il soldato israeliano rapito due anni fa da gruppi armati della Striscia. Il funzionario ha incontrato Noam Shalit, il padre del soldato che due giorni fa si è rivolto all’Alta corte israeliana chiedendo una sospensione della tregua. I genitori del giovane caporale temono infatti che in questa situazione di calma e con la riapertura dei valichi Gilad Shalit possa essere portato fuori dalla Striscia dai suoi rapitori, allontanando la possibilità di un suo rilascio. E l’Alta corte ha risposto ordinando al governo di non modificare lo status quo alla frontiera tra Gaza e Israele fino a mezzogiorno di lunedì.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76532

Giugno 26, 2008 Pubblicato da zoo10 | internet news | , , , , , , | Ancora nessun commento.