Caro petrolio, Opec scettica. L’Arabia Saudita aumenterà la produzione
L’Arabia Saudita ha deciso di aumentare la propria produzione di greggio, portandola a 9,7 milioni di barili il giorno: Il re Abdullah, in apertura dei lavori del vertice di Gedda, dedicato al rincaro dei prezzi petroliferi e alle sue conseguenze, lo ha annunciato, proponendo anche la creazione di un fondo speciale dell´Opec a favore dei Paesi in via di sviluppo, o comunque più poveri, per aiutarli ad acquistare gli idrocarburi di cui necessitano, e a superare così l’emergenza.
Il suo Paese, ha aggiunto il monarca wahabita, è pronto a devolvere a tale fondo un miliardo di dollari, e a offrire ulteriori 500 milioni di dollari in prestiti agevolati riservati agli stessi destinatari, onde finanziarne i progetti energetici e di crescita; ha quindi sollecitato la Banca Mondiale a organizzare un’altra conferenza internazionale per discutere dell’iniziativa. Abdullah ha imputato l’impennata dei prezzi alla speculazione, e all’eccessivo prelievo fiscale da parte dei governi dei Paesi consumatori. Riad, ha assicurato, è decisa a mettere a disposizione anche per l’avvenire le forniture petrolifere indispensabili per la tutela dell’economia mondiale.
Secondo il presidente di turno Chakib Khelil, però, il mercato petrolifero è fornito a sufficienza. «In questa fase dobbiamo studiare il mercato», ha dichiarato, «ci riuniremo a settembre per prendere una decisione su un eventuale aumento di produzione». Quello di Gedda, «non è una riunione dell´Opec.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76510
Milano, si ricomincia: in 500 al primo girotondo
Il palazzo di Giustizia di Milano Più di cinquecento persone, per manifestare contro le nuove leggi vergogna volute dal governo di Silvio Berlusconi. Ieri, nel tardo pomeriggio, in una Milano preda del caldo africano, si sono trovate davanti al palazzo di giustizia, dando un nuovo segnale contro quanto si prepara, in materia di giustizia, nel parlamento italiano. Nel mirino dei manifestanti soprattutto le leggi che vogliono limitare l’uso delle intercettazioni e la Schifani bis, o «salva premier», che punta a mettere al riparo Silvio Berlusconi dagli effetti del processo Mills. L’appello era stato lanciato dal «Comitato milanese per la legalità» e dall’esponente del pd meneghino Nando Dalla Chiesa. Al presidio erano presenti anche esponenti di alcuni partiti, come Rifondazione Comunista, Sinistra Europea, Sinistra Democratica, Italia dei Valori, Verdi, Dalla Chiesa ha spiegato che il presidio di ieri «non è una ripetizione di cose già viste, ma una risposta della gente che spinta dall’indignazione civile ha aderito al nostro appello. È stata una bella manifestazione proprio perché artigianale, con cittadini che si sono riconosciuti nello slogan ‘noi facciamo da soli’ ed hanno dato un segno tangibile di impegno, nonostante il giorno feriale ed il gran caldo». Monguzzi, consigliere regionale dei Verdi, ha detto che «la manifestazione è prima di tutto un’ utile risposta civile alle iniziative del governo che mettono in crisi, per l’ennesima volta, l’amministrazione della giustizia nel nostro paese.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76553
Kandahar, prime vittime nell’offensiva Nato contro i talebani
È entrata nel vivo l’offensiva delle forze afgane e Isaf contro i talebani nelle vicinanze di Kandahar. Martedì scorso infatti un nuovo attacco degli studenti coranici aveva portato alla conquista di sette villaggi intorno a Kandahar. I talebani sarebbero arrivati a circa dieci chilometri da una delle più importanti basi militari Nato, gestita da statunitensi e canadesi. In meno di una settimana hanno conquistato l´intera periferia della città del sud-ovest dell´Afghanistan e sono stati protagonisti di una spettacolare fuga di massa dalla prigione controllata dall´esercito ufficiale del Regno Afgano, andando a prendere gli evasi con degli autobus. Nell´azione hanno ucciso il generale dell’esercito governativo Toorjun, uno dei più agguerriti (temuti dalla popolazione locale per la sua ferocia) nemici dei talebani. Il portavoce della Nato, Mark Laity ha confermato che sono in corso scontri a fuoco nel distretto di Arghandab, non lontano dalla seconda città afgana, con l’intervento delle forze canadesi. Secondo le autorità di Kandahar si contano già due morti fra i soldati afgani e 23 vittime tra i talebani. E lunedì erano morti già quattro soldati inglesi.Ahmad Wali Karzai, presidente dell´Afgahnistan, spiega che circa cento soldati afgani partecipano all’offensiva, con l’appoggio anche degli elicotteri del contingente canadese. Centinaia di civili, che hanno abbandonato le loro case nei villaggi dove si sono asserragliati i talebani, stanno raggiungendo Kandahar.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76399
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